Aggiornato 2026

Miti ATS: cosa è vero e cosa no

Molti candidati perdono tempo ottimizzando per miti. Qui separiamo realtà e finzione, e ti diciamo cosa fare davvero per essere visto.

L’ATS raramente è un “buttafuori”. Nella maggior parte dei casi è un sistema di gestione e smistamento: le decisioni restano umane o guidate da requisiti di idoneità.

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Indice:

Perché ti portano a ottimizzare il “rumore” (template, trucchi, punteggi) invece del segnale (pertinenza, chiarezza, risultati).

Un CV efficace deve fare due cose: farsi leggere correttamente dal sistema e convincere un recruiter umano in pochi secondi.

Mito #1

“L’ATS mi ha scartato automaticamente”

92%

Realtà: in un campione di 25 recruiter, la grande maggioranza (92%) ha dichiarato che l’ATS non scarta automaticamente i CV (se non per criteri di idoneità/knockout), e che il rifiuto è di solito manuale o legato a requisiti obbligatori.

Cosa significa per te

Se ricevi un rifiuto immediato, spesso è perché hai fallito una domanda di screening (permesso di lavoro, località, certificazione obbligatoria) o non soddisfi un must-have.

Mito #2

“Più keyword metto, più salgo”

Realtà: le keyword contano, ma senza contesto diventano un campanello d’allarme per il recruiter; la strategia corretta è usare keyword reali dentro bullet che dimostrano impatto e strumenti usati.

Regola JobMentis

Ogni keyword importante deve essere “difendibile”: collegala a un progetto, un risultato o un tool (non a una lista sterile).

Mito #3

“Esiste un template ATS ‘perfetto’ che funziona sempre”

Realtà: non esiste un formato unico che vince sempre, ma esiste un principio stabile: layout semplice, sezioni standard, testo leggibile e struttura coerente.

Evita le trappole

Template complessi possono creare problemi di parsing; se usi design, verifica sempre come viene letto il testo (export PDF, copia-incolla, preview).

Mito #4

“I CV creativi non funzionano mai”

Realtà: dipende dal canale e dal contesto; alcuni ATS e alcuni processi tollerano design, ma il rischio aumenta quando elementi grafici compromettono la leggibilità o la ricerca testuale.

Scelta pratica

Se ti candidi via portali/ATS: privilegia una versione “safe”. Se invii a persone (referral, email): puoi usare una versione più visual, ma con contenuto identico.

Mito #5

“Il punteggio ATS decide tutto”

Realtà: molti strumenti online mostrano “ATS scores” non standardizzati; anche quando esistono score in piattaforma, spesso sono solo segnali per aiutare lo smistamento, non decisioni finali.

Obiettivo corretto

Ottimizza per: (1) idoneità (must-have), (2) pertinenza (keyword + prove), (3) chiarezza (ruolo + seniority), (4) impatto (numeri).

Cosa fare davvero

Le 6 regole che battono i miti

  • 1
    Rispondi correttamente alle domande di screening (knockout).
  • 2
    Personalizza headline + summary sul job title e sulle priorità.
  • 3
    Metti le bullet più pertinenti in alto in ogni esperienza.
  • 4
    Usa keyword in contesto (azioni + risultati), non in lista sterile.
  • 5
    Quantifica: scala, volumi, tempi, qualità, saving, crescita.
  • 6
    Mantieni struttura pulita: sezioni standard e leggibilità.

"La parte “automatica” che pesa di più tende a essere l’idoneità e lo smistamento; il resto è chiarezza e pertinenza percepita dal reviewer."

Domande frequenti

Vuoi capire se stai perdendo tempo su un mito?

Carica il CV: JobMentis controlla struttura ATS, keyword mancanti e chiarezza del posizionamento.